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CARNEVALE DI VENEZIA 2022 – REMEMBER THE FUTURE

Grande attesa per la Festa Veneziana sull’acqua che, da venerdì 18 febbraio, si trasferisce in Arsenale in un inimitabile teatro a cielo aperto per celebrare “Remember the Future”, il Carnevale di Venezia 2022 con uno straordinario spettacolo sull’acqua, elemento con cui la città ha creato il suo legame più forte e che quest’anno festeggia i 1600 anni dalla sua fondazione.
Nebula Solaris verrà riproposta due volte al giorno per un totale di 9 nove serate: venerdì 18, sabato 19 e domenica 20 febbraio e da giovedì 24 febbraio a martedì 1 marzo con due repliche giornaliere alle 18.45 e alle 21.15.
Lo spettacolo sull’acqua è curato da Opera Fiammae e Viorica con la regia di Anton Bonura, che daranno vita ad una memorabile serata di giochi di acqua e fuoco con una narrazione onirica che trasforma in arte gli elementi di aria, terra, acqua e fuoco creando visioni immaginifiche di mondi sommersi e civiltà future. Su imbarcazioni e chiatte galleggianti, allestite e scenografate con installazioni metalliche con il fuoco, fra le fiamme e sulle acque antistanti la darsena dell’Arsenale, gli artisti si esibiranno in un repertorio tra giochi, attrezzature sceniche, acrobati, visionari delle bolle di sapone e mirabolanti evoluzioni del Flyboard.

 
BIGLIETTI E PRENOTAZIONE
Compatibilmente con la situazione pandemica e la relativa normativa di riferimento, lo spettacolo è solo su prenotazione sul sito ufficiale del Carnevale di Venezia www.carnevale.venezia.it o acquistabile nei centri predisposti alla distribuzione e vendita dei titoli.
 
Sia i biglietti gratuiti per i residenti che quelli a pagamento possono essere acquistati online o esibendo un documento d’identità, nei punti vendita Vela Venezia Unica di: Piazzale Roma, Tronchetto, Mestre Piazzale Cialdini, Correr Piazza San Marco, Dolo e Sottomarina. I biglietti sono strettamente personali, non cedibili, non rimborsabili e non modificabili. Il titolo d’ingresso può essere stampato o presentato su smartphone.
Per l’occasione è disponibile un collegamento acqueo speciale dedicato SOLO ai possessori di biglietto per lo spettacolo, linea Carnevale-Arsenale CA.

COME ARRIVARE
In Vaporetto
Da S. Marco-S. Zaccaria “A” a Torre di Porta Nuova\Arsenale: corse a partire dalle ore 17.30 (per lo spettacolo delle 18.45) e dalle ore 20 (per lo spettacolo delle ore 21.15); da Torre di Porta Nuova\Arsenale a S. Marco-S. Zaccaria: corse alla fine di ogni spettacolo.
 
L’accesso a bordo è consentito con il biglietto per lo spettacolo e con i seguenti titoli di viaggio Actv: biglietto A\R da €5,00 dedicato esclusivamente alla linea CA, biglietti a tempo (1, 2, 3, 7 giorni), abbonamento Rete Unica, biglietto Rete Unica o carnet (riservati alle tessere Venezia Unica abilitate alla rete di navigazione).


A Piedi
Per raggiungere a piedi l’Arsenale l’ingresso è dai Bacini – Arsenale Nord. Partendo da Piazza San Marco si potrà raggiungere la zona dello spettacolo in 25 minuti passando per San Francesco della Vigna, direzione Bacini, e procedendo poi per la passerella che collega la Celestia all’ingresso dei Bacini lungo il muro di confine Nord dell’Arsenale.

Per l’ingresso nell’area dello spettacolo sarà necessario esibire il Green Pass “rafforzato”, verrà effettuata la misurazione della temperatura, e potranno essere effettuati controlli di sicurezza. Obbligo di mascherina FFP2.

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NOTTE EUROPEA DEI MUSEI

Sabato 3 luglio 2021 si terrà la 17° edizione della Notte Europea dei Musei, organizzata dal Ministero della cultura francese con il patrocinio dell’Unesco, del Consiglio d’Europa e dell’ICOM. 

L’iniziativa prevede l’apertura straordinaria serale dei luoghi della cultura statali al costo simbolico di 1€ (eccetto le gratuità previste per legge). 

Quale occasione migliore, quindi, per ammirare dal vivo opere d’arte in un orario insolito e suggestivo.

Ecco cosa offrono i musei di Venezia per questo appuntamento. 

La Fondazione Musei Civici di Venezia aderisce all’iniziativa tenendo aperti i suoi Musei tre ore oltre l’orario di chiusura.

Gli orari di apertura dei Musei saranno estesi come segue:

Scorcio notturno del Palazzo Ducale

I biglietti saranno acquistabili / prenotatili presso le sedi museali.

Durante le 3 ore di apertura straordinaria Palazzo Ducale e Museo Correr avranno biglietteria distinta.

Anche i Musei Statali di Venezia aderiscono all’iniziativa.

Per l’occasione è programmata alle ore 17.30 la visita guidata: “Un Museo nuovo: le prospettive del nuovo allestimento”, a cura della dott.ssa Marcella De Paoli

Prenotazione obbligatoria telefonando al numero 0412967663 

Si potrà godere di una visita guidata dal titolo: “Le cento vedute dei luoghi celebri di Edo di Hiroshige”, a cura della direttrice del Museo, Marta Boscolo Marchi.

La serie di xilografie realizzate tra il 1855 e il 1858 è certamente una delle più celebri e delle più sperimentali del grande paesaggista giapponese. Quando fu conosciuta in Occidente ispirò anche alcuni oli di Van Gogh.

Nel corso della visita i visitatori potranno visionare l’album con le 120 stampe rilegate abitualmente collocato in deposito. Prenotazione obbligatoria allo 041 5241173. 

  • Palazzo Grimani dalle 18.30 alle 22.00
  • Gallerie dell’Accademia dalle 19.15 alle 22.15: Durante la serata, saranno proposte due visite guidate alle 19.30 e alle 20.45. Gli appuntamenti sono gratuiti previo acquisto del biglietto. Si prevedono al massimo 10 persone, con prenotazione direttamente in biglietteria da quando scatta l’orario dell’apertura straordinaria. 

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L’ARTE DEL VETRO E DELLA SETA DELLA FAMIGLIA MORETTI

“Con la stessa gioia per la vita che lui ci ha trasmesso, siamo felici di aver regalato un sogno a un papà presente, affettuoso, generoso, bellissimo dentro e fuori.
Un padre di cui essere orgogliose…”

Giovanna, Carlotta e Orsola Moretti 

Fin da bambina ho sempre adorato le storie.
Tra i ricordi di infanzia più forti che ho, vi sono i momenti trascorsi con mia nonna durante i quali mi leggeva o mi raccontava una favola.

La storia che sto per raccontarti ha un po’ il sapore di una favola e potrei iniziarla con un “C’era una volta…”

Ho avuto la fortuna di farmela raccontare da una delle protagoniste, Giovanna Moretti, conosciuta in occasione del Christmas Art Gallery attualmente in corso presso l’hotel Ca’ Sagredo.

E’ la storia di 3 sorelle, Giovanna, Carlotta e Orsola e del loro adorato padre, Andrea. 

È la storia di una serie di murrine, i cui colori, trasparenze e imperfezioni tipiche di una materia duttile, fragile e magica come il vetro, vengono trasportate su un materiale nuovo e prezioso, la seta, per dare vita a foulard coloratissimi, ipnotici nei quali perdersi.

E’ la storia di una tradizione che continua e si rinnova allo stesso tempo. 

E’ la storia di un’eredità, non tanto economica, ma artistica e affettiva; un’eredità fatta di passione, dedizione e di un sogno da portare avanti e realizzare. Un’eredità contrassegnata dall’attesa: lasciare il tempo necessario alle tre sorelle di comprendere il desiderio del padre, farlo loro e portarlo, con soddisfazione e orgoglio, a compimento.

Un racconto che mi ha davvero commosso e che lascio alle parole di Giovanna

D: Buongiorno Giovanna, può presentarsi?
R: Sono Giovanna Moretti, vivo a Venezia, abito qui da sempre. Sono figlia di due veneziani doc: papà muranese, mamma veneziana. Entrambi provengono da due famiglie che hanno fatto parte del mondo dell’arte veneziana. Papà lavorava a Murano con il vetro mentre la mamma faceva parte di una famiglia di tessitori veneziani, della Bevilacqua. 

Ho due sorelle  [Carlotta e Orsola] e insieme a loro, alla morte di nostro padre, abbiamo pensato di portare avanti la tradizione di famiglia, soprattutto per farla conoscere. E’ così che ha preso il via VITA DI VETRO, la nostra società che inizialmente è nata più come un’idea che come una società per poter vendere. 

E’ nata proprio dalla passione di papà per il vetro. Purtroppo papà era malato di cuore da molti anni; era una persona solare, innamorata di tutto quello che era stato il suo passato, del suo percorso nel mondo del vetro. Era solare nel senso che in qualche maniera riusciva a trasmettere agli altri questo amore. Veniva chiamato il “nonno con le murrine in tasca” perché aveva sempre delle piccole murrine che regalava alle persone che incontrava e che gli facevano simpatia. Per cui se avesse incontrato lei di sicuro le avrebbe detto “tieni questa, è un portafortuna”, anzi le avrebbe regalato la “rosetta” che è una perla che porta fortuna per la vita, per il futuro.

Ci ha lasciato questa eredità importante che noi non possiamo tenere in un cassetto; sentiamo di dover raccontare agli altri quello che lui ci ha raccontato e trasmesso affinché rimanga. L’idea di creare foulard con i disegni delle murrine è venuta proprio a lui che, nel giugno 2016, insistentemente voleva portare a termine questo progetto. Non ci siamo riusciti e lui era visibilmente triste. Purtroppo è mancato nell’agosto del 2016 e, ironia della sorte, in settembre avremmo dovuto avere l’appuntamento con la ditta Bevilacqua per creare i tessuti per i foulard, ma a quel punto a noi è venuta a mancare la forza per portare avanti questo progetto.

La svolta
L’anno successivo, nel 2017, si è svolta la prima edizione della Venice Glass Week.
E lì si è verificato un vero e proprio corto circuito! Quando una cugina ci ha detto che avrebbe partecipato alla Glass Week, ci si è accesa una lampadina e io e le mie sorelle ci siamo dette: “qui bisogna assolutamente portare e esporre il campionario e fare questi foulard che il papà voleva”. Da lì a un mese e mezzo avevamo tutto pronto per poter partecipare alla Venice Glass Week del mese di settembre. Noi tre sorelle ci siamo messe di impegno per riuscire in questa operazione e alla fine abbiamo presentato i foulard: una collezione di otto foulard, 90×90 e 40×40 in seta di Como che avevano i disegni, le imperfezioni e le bolle stesse del vetro riportate su preziosa seta cucita a mano. Li abbiamo chiamati con i nostri nomi: Giovanna, Carlotta, Orsola e con i nomi dei nostri figli.

Abbiamo presentato il campionario qui a Ca’ Sagredo organizzando una conferenza.
Tanti non conoscevano questo pezzo della storia di Murano. 

L’antenato
Già nell’800 Vincenzo Moretti (1835 – 1901), un antenato del papà, con la sua produzione di vetro murrino ha ispirato la realizzazione di innumerevoli pezzi artistici ora custoditi in diversi musei del mondo e in collezioni private (ad esempio ad Altino stesso, al Museo del Vetro di Murano…)

Le 102 formelle 4x4cm che componevano il suo Campionario, oggi diviso in 3 collezioni, sono la prova tangibile di diverse combinazioni di disegni e colori da cui i suoi clienti potevano scegliere ciotole, vasi, e altri oggetti. 

Noi disponiamo di un terzo di questo campionario, dove sono riprodotti i vecchi disegni dell’epoca romanica e abbiamo voluto riportarli sulla seta. Devo dire che è stata una sorpresa anche per noi, nel senso che vedere ingrandito un 4cm x4 su 90×90, quindi su quasi un metro di tessuto, ci ha permesso di osservare dei particolari che in una murrina piccola non si vedono assolutamente, come colori, imperfezioni, bolle, sfumature …

Ricordo l’emozione di noi tutte quando abbiamo visto la prima realizzazione. Anche nostra madre, inizialmente restia verso questo progetto, è stata sommersa dall’emozione e ha chiesto di tenere per sé il primo capo come ricordo. 

VITA DI VETRO
Devo dire che i foulard sono piaciuti tantissimo. Molti hanno capito che non si trattava solo di una seta bella ma di un qualcosa che aveva una storia che partiva da tanto sentimento. Abbiamo poi creato questa società per poter vendere i foulard e l’abbiamo chiamata VITA DI VETRO perché il papà ha dedicato la sua vita al vetro ma, pur essendo una persona forte, sportiva, aveva un cuore molto fragile senza saperlo, perciò nel nome dato alla società abbiamo voluto unire questi due aspetti. 

Abbiamo partecipato ad altre due Glass Week, presentando tutto il percorso del vetro: dal momento in cui esce come massa incandescente dal forno fino a quando diventa canna che veniva tirata nella fabbrica del nonno dove lavorava anche il papà, fino a diventare murrina o perla in altri casi. Nella fabbrica papà faceva anche delle lampade semilavorate che poi venivano acquistate da grosse ditte industriali che negli anni hanno sviluppato un mercato meraviglioso attorno a questi oggetti. 

Nel 2019 abbiamo realizzato la lampada Giuli perché papà ci aveva lasciato una cartellina con tutte le notizie per portare a termine questo progetto che era rimasto incompiuto. Per cui abbiamo fatto soffiare la lampada; non ci aveva detto dove andare, quella è stata una nostra scelta ma a quanto pare siamo andati nella giusta direzione perché quell’anno Simone Cenedese, maestro vetraio muranese, ha vinto il premio “Glass in Venice” come artista migliore dell’anno. Ci piace pensare che nostro padre ci abbia guidate fino a lui.

Abbiamo presentato la lampada qui a Ca’ Sagredo: sono intervenuti l’artista Fabrizio Plessi, Carlo Urbinati (presidente dell’azienda Foscarini), Sandro Zecchin (esperto del vetro), tutti e tre amici di nostro padre. Si è quindi svolta la presentazione della lampada che era coperta da un foulard, le nipoti l’hanno accesa e l’abbiamo chiamata Giuli, con il nome della mamma. 

D: Da ragazze come guardavate alle attività dei vostri genitori? Avevate mai pensato che un giorno avreste preso le redini dell’attività di famiglia? 
R: No, non l’avremmo mai pensato anche perché tutte e tre abbiamo intrapreso strade professionali molto diverse. Il papà ci ha sempre insegnato molto sul vetro, ci portava in fabbrica sin da bambine, abbiamo dei ricordi nitidi dei giri in fornace, in mezzo ai fuochi però lui diceva sempre che era un mondo particolare, non facile, per cui non ci ha mai incoraggiate a prendere la sua strada. Non ci ha nemmeno mai detto di no. Noi abbiamo preso strade diverse ma a lui bastava che noi portassimo avanti la cultura del vetro, la conoscenza di queste cose. Spesso ci inviava email con tantissimo materiale e quando noi dicevamo che non eravamo riuscite a leggerle, lui ci rispondeva “avrete tempo” ; noi non capivamo questo “avrete tempo”. Quando ? Quando saremo anziane? Invece era “ quando io non ci sarò più, qui troverete tutto quello che avreste voluto chiedermi e non mi avete chiesto”.

Per cui noi ora disponiamo di materiale che andiamo a consultare come se fosse oro colato. Ci ripeteva sempre: “troverete tutto e direte – ma guarda che papà ordinato che abbiamo”. Infatti abbiamo ritrovato molto. Questo ci ha consolato, se così si può dire, visto che non si riesce mai a trovare consolazione dinanzi a una perdita di questo tipo. Ma visto che non possiamo tornare indietro, avere questo materiale ci aiuta a sentirlo più dentro di noi. Io ora non ho più bisogno di chiedermi questa cosa come la faccio? Tante volte la faccio – non so se mi illudo – ma la faccio come la farebbe lui perché sento che mi dà delle direttive e ciò è molto confortante.

D: Come vede oggi il futuro della vostra società?
R: E’ un momento difficile, un po’ anche a causa del Covid. Ci sarà sicuramente un ritorno alla tradizione, al fatto a mano. Certo uno può acquistare un foulard meno costoso dei nostri, che magari riporta il disegno di un quadro di un pittore più famoso del nostro Vincenzo Moretti però non c’è dietro tutta quella tradizione. Sarebbe stato semplice per noi fare una linea meno costosa, su un tessuto qualsiasi, probabilmente lo avremmo venduto di più ma avremmo svilito tutto. 

D: Esiste uno showroom, un negozio dedicato solo ai vostri foulard?
R: Abbiamo avuto per un periodo uno showroom ma era un temporary, è durato solo un mese. Abbiamo però partecipato alle Venice Fashion Week durante le quali abbiamo mostrato i nostri foulard e anche i nostri abiti. 

Sono state organizzate sfilate al Bonvecchiati, al Bauer e presso Palazzo Paruta: è stato molto bello vedere questi vestiti indossati da modelle. 

Abbiamo dato i foulard a dei negozi. L’idea di aprire uno store nostro c’è, ma non in questo momento; in un futuro perché no? Volendo sognare, pensiamo a Piazza San Marco, dove la gente si aspetta l’eccellenza, non perché noi siamo più brave degli altri, ma perché proponiamo un prodotto particolare. 

Nell’ aprile 2018 abbiamo creato un’altra edizione di foulard con altre 3 fantasie, chiamandoli questa volta con i nomi che ci venivano in mente come “Acquario”, “Mare in tempesta”, “Tramonto” … a seconda della sensazione che ci dava il disegno del foulard e li abbiamo fatti più grandi per il periodo estivo, questa volta in rasatello di seta, in georgette e in chiffon. Poi abbiamo proposto un’edizione limitata per il Natale 2017 con tutti i foulard che avevamo prodotto durante la prima edizione, riportati su un unico foulard in cachemire con i contorni rossi proprio perché era Natale.

Purtroppo il COVID ci ha imposto una battuta di arresto e non abbiamo più prodotto. Al momento cerchiamo di far conoscere ciò che abbiamo.

Abbiamo avuto un’esperienza bellissima con Obag che ci ha chiesto, per la Venice Glass Week, di esporre le loro borse con i nostri foulard attaccati. Hanno allestito una mostra all’interno del loro negozio Obag di Venezia dedicata alla storia del campionario e alla storia di VITA DI VETRO. In una stanza con mattoni a vista sono stati appesi dei plexiglass con i foulard e vicino la storia della società, basata su ciò che nostro padre ci aveva raccontato e sulla lavorazione delle singole formelle. 

D: Come ci si sente oggi ad aver realizzato il sogno di un padre? 
R: E’ fantastico; io vorrei averlo qui, per poterlo abbracciare e potergli dire “abbiamo fatto tutto quello che desideravi”. 
Noi siamo felici di poter portare avanti una cosa che lui voleva assolutamente realizzare e che ha lasciato incompiuta. 
Noi ci chiediamo sempre: “Chissà papà… starà facendo i salti sulle nuvole”. 

Penso proprio di sì; immagino la sua gioia e il suo orgoglio nel vedere realizzare un sogno così grande proprio dalle sue figlie, nelle cui vene, secondo papà Andrea, “scorre il vetro”… anche perché i sogni, si sa, non sono fatti per stare in un cassetto.

PER MAGGIORI INFORMAZIONI E CONTATTI
Sito web: https://vitadivetro.wixsite.com/andreamoretti
Instagram: vitadivetro
Email: vitadivetro@gmail.com
Tel.: +39 3396443666

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CHRISTMAS ART MARKET

Se non vuoi perderti la magia del Natale, nonostante questo periodo così particolare, ti consiglio una visita al Christmas Art Market allestito presso il magnifico Hotel Ca’ Sagredo.

Un luogo che lascia a bocca aperta non appena si varca la soglia di ingresso e che celebra il Natale all’insegna dell’Arte, sotto forma di mercatino – esposizione. 

Cosa troverai? Una piccola mostra d’arte dove ad essere esposte sono le opere di 9 artisti veneziani o di adozione: gioielli in vetro di Murano, capi d’abbigliamento, fotografie d’autore, elementi di design a veli di seta dai colori del vetro … Insomma, ce n’è per tutti i gusti!

Dove?
Hotel Ca’ Sagredo – Campo Santa Sofia 4198/99

Quando?
Da martedì 8 dicembre a giovedì 24 dicembre 2020
Lunedì – Domenica, dalle 10.00 alle 18.00

Entrata Libera

Organizzazione: 
ONVIEW EXPERIENCES AND WEDDINGS
Allestimento a cura di G’art [galleria delle arti] – Venezia

GLI ARTISTI PRESENTI

STEFANO CERETTI
Piemontese di nascita, è fotografo professionista dal 1992. Spazia dalla moda al ritratto, dal reportage alla “street photography”. Mostre, pubblicazioni e serate di presentazione dei suoi lavori sono state realizzate a Berlino, Londra, New York e Tokyo, oltre che in molte città italiane.

SILVIA FINIELS
Nata a Parigi, nel 1997 approda a Venezia dove, grazie agli studi di moda e al suo amore per il vetro di Murano crea meravigliose collane realizzate con antiche perle veneziane. Nel 2007 nasce il brand Aventurina Design per una ricerca approfondita sulla creazione di lampade vintage. 
Sensibile al ciclo di vita dei materiali, Silvia recupera vetri artistici di grandi maestri vetrai per dare loro una seconda vita attraverso un’attenta ri-lavorazione e un sapiente assemblamento: ogni lampada diventa così una scultura unica. 

BEATRICE MACOR – IMPRONTA CREATIVA
Figlia d’arte, Beatrice proviene da una storica famiglia di tappezzieri di Udine. Architetto, si specializza in progettazione e arredamento di interni. Oggi propone alcune linee di design ideate e realizzate completamente da sé. 
Canali social: Impronta Creativa di Beatrice Macor

ORSOLA MAINARDIS
Veneziana, appassionata di arte, design e fotografia, Orsola Mainardis inizia il suo percorso professionale nel campo dell’abbigliamento femminile, attraverso la progettazione di gioielli realizzati con materiali originali e ricercati come i cristalli e i vetri di Murano: bijoux e accessori all’insegna dell’unicità!

VITA DI VETRO – ANDREA MORETTI, LE SORELLE MORETTI
La “seta di vetro” è un progetto delle sorelle Giovanna, Carlotta e Orsola Moretti, dove la passione per il vetro nasce da una tradizione di famiglia, iniziata da Vincenzo Moretti (1835 – 1901) e ripresa anche da Andrea Moretti, padre di Giovanna, Carlotta e Orsola.
Da singoli pezzi di campionario di vetri murrini, nasce l’idea di trasportare su seta, cashmere e chiffon i colori, la trasparenza e le preziose imperfezioni di una materia duttile, fragile, magico come il vetro.

FULVIA NOTARIS – ANTARES
Scopre la passione per il design sui banchi della facoltà di Architettura a Milano e ha la fortuna di studiare con grandi maestri del design internazionale. Tra il vetro e Fulvia è amore a prima vista e allo stesso tempo Fulvia si nutre degli stimoli offerti dalla storica scuola padovana di oreficeria, ricca di influenze cosmopolite e punto di incontro di artisti capaci di lavorare i materiali più diversi. Il brand Antares Venezia nasce nel 1995.

THIS MASQUERADE
E’ un progetto di collaborazione tra G’art [galleria delle arti], On View Experiences and Weddings e A.A. la cui sigla significa semplicemente Artigiano Artista : tre realtà differenti che hanno il desiderio di operare per il bene comune nella ri-valutazione dello straordinario patrimonio dell’arte e dell’artigianato d’autore veneziano e italiano. Vengono così riproposte una serie di maschere di artigianato artistico uniche e preziose, realizzate in carta presta secondo l’antica tradizione veneziana dei maschereri e decorate con gli scarti della lavorazione del vetro di Murano.

ANTONIA TREVISAN
Vive e lavora tra Venezia e Vicenza. Grazie agli studi di progettazione, pittura, design per l’arredamento, negli anni 70 frequenta gli studi di famosi designer, artisti e architetti sviluppando un profondo legame con l’arte applicata. In quegli anni nascono le sue prime vetrate artistiche, realizzate con lastre di vetro soffiato colorato, tagliate autonomamente, assemblate con collante trasparente e inserite fra pannelli di vetro antisfondamento.

LAURA ZULIANI
Laura realizza capi d’abbigliamento, accessori e gioielli fatti a mano nel suo Atelier a Trieste. Da sempre dedita al modellismo sartoriale, al taglio e cucito, alla stampa su carta e tessuti, accetta una sfida con la lana cardata, non sempre facile da lavorare. Con lei la lana viene tinta con materiali naturali, stampata con fiori e foglie, legata insieme in modo da produrre disegni geometrici, lavorata con acqua e sapone o con l’ago fino a renderla “un velo”. Ogni creazione è un pezzo unico o prodotto in edizione limitata.

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LESSICO VENEZIANO

Lessico veneziano – parte prima: bacari, cicheti & Co.

Visitare e soggiornare a Venezia porta a familiarizzare e a prendere dimestichezza con un certo lessico e con alcuni vocaboli (di toponomastica e non) che sono propri alla città e che non ritroviamo altrove. 

Me ne rendo conto soprattutto al momento del check-in con i nostri ospiti. 

Io, non veneziana, mi sono appropriata di certe parole o espressioni che oggi uso naturalmente, ma che non sono così scontate per chi mi ascolta.

Ecco qui una rapida carrellata delle parole più utilizzate e che sono sicura sentirai e utilizzerai durante la tua permanenza… mi raccomando prendi nota!

Sarà forse l’ora in cui sto scrivendo questo post, o la primavera che avanza, ma mi viene spontaneo iniziare dal linguaggio più prettamente “culinario”. 

Se ripenso al momento del check-in con i nostri ospiti, una delle prime domande che mi sento rivolgere è: 

Mi consiglieresti un posto dove mangiare qualcosa di buono, di locale e di non eccessivamente costoso ? 

Risposta: vieni qua che ci penso io! Cioè, siediti, prendi mappa e penna e apri bene le orecchie. Ti farò scoprire un mondo! 

Ed è così che inizio a sciorinare un po’ di termini. 

BACARO: Per me i bàcari sono i posti più belli della città ! Il nome “bàcaro” deriva da Bacco, dio del vino. E’ un tipo di osteria a carattere popolare, dove si trova una vasta scelta di vini in calice e piccoli spuntini.

Il locale è spesso di piccole dimensioni, con pochi posti a sedere. Un lungo bancone vetrinato la fa da padrone, in cui sono esposti i prodotti da degustare. 

Luce soffusa, musica in sottofondo, arredamento semplice, con mobili in legno (quindi con colore prevalentemente marrone); può sembrare un po’ “old style” rispetto ai bar moderni a cui si è abituati, ma si tratta semplicemente dello stile veneziano. 

L’atmosfera è indescrivibile. Alla fine sono le persone che frequentano certi locali che fanno il locale! Ci si ritrova per un aperitivo, che poi diventano due, tre … insomma, si può semplicemente sostare per un saluto e un brindisi o lasciarsi prendere la mano e fare serata. 

E’ bellissimo durante le sere primaverili o estive sorseggiare qualcosa al di fuori del locale e chiacchierare con chi sta intorno, che lo si conosca o no. D’altronde a Venezia si sa, tutto nasce lungo la strada, dagli incontri e dalle improvvisazioni. 

Il tempo si ferma; esiste solo Venezia. 

I Bacari che consiglio di solito? Dipende ovviamente dalla zona in cui ci si trova.

In zona Rialto mi piace dirigermi sul campo dell’Erbaria (vicino al mercato del pesce, per intenderci) con una sosta in particolare “All’Arco” (dove si sta rigorosamente in piedi) o alla Cantina do Spade (ottimo anche per una cena).

Altrimenti, dopo aver attraversato il Ponte di Rialto e aver preso la direzione della Salizada San Lio, puoi provare l’Osteria Al Portego: pochi posti all’interno, ma si può stare comodamente fuori … sotto il portico. 

Un altro posto magico è rappresentato dalla Fondamenta della Misericordia: il punto di ritrovo e di festa dei veneziani. E’ un’esperienza da vivere assolutamente. 

Lungo la fondamenta si trovano tanti locali, alcuni propongono anche musica dal vivo. 

Top: Al Timon (ottima anche la carne se si vuole cenare) e Vino Vero dove troverai una fantastica selezione di vini, ma lasciati consigliare dai titolari e non te ne pentirai.

Se invece sei in zona Biennale, anche sulla via Garibaldi troverai un’ampia scelta di bacari. Colpo di fulmine per la Salvmeria dove Bruno e Giorgio, con garbo e simpatia, sapranno sicuramente accontentare il palato più esigente.


Non posso non citare l’Osteria da Filo, a pochi passi dal bellissimo campo San Giacomo dell’Orio. E’ stato forse il primo bacaro che ho conosciuto a Venezia. Ricordo che l’arredamento mi aveva subito colpito, un po’ vintage, un po’ bohémien, addirittura con uno spazio lettura con tanto di divanetti, sempre pieno di ragazzi, e soprattutto tanta musica dal vivo! 

ANDARE PER BACARI: passare da un bàcaro all’altro … quasi come se non ci fosse un domani. Scherzo, ma quando la compagnia è buona e ci si ritrova in una bella serata primaverile o estiva, non si contano più le ore e succede spesso che si cambi locale, per raggiungere altri amici o semplicemente per la voglia di cambiare posto o quartiere. 

Il bàcaro tour (l’andar per bacari) è ora addirittura una delle attività proposte da molte guide turistiche e che tanti visitatori chiedono non solo per gustare e conoscere le specialità locali ma anche per scoprire le bellezze della città attraverso i diversi sestieri. 

Può essere una valida alternativa per scoprire la città, non trovi? Soprattutto se sei in compagnia di una guida accreditata o di una persona del posto.

CICHETI: assaggi di pietanze tipiche. 

Per facilitare la comprensione di questa parola con i nostri ospiti li definisco “piccole tapas veneziane”. 

Il loro termine deriva dal latino ciccus, che letteralmente significa “piccola quantità”. 

Si tratta di un piccolo assaggio di pesce, di carne o salume spesso appoggiati su una fetta di pane o accompagnati da una fettina di polenta. 

I prezzi di ogni cichèto variano dai 2€ ai 3€. Si accompagnano divinamente a un bicchiere di spritz, di vino o prosecco. 

I miei preferiti? Le polpette di tonno, le sarde in saor, le uova sode con l’acciuga e i crostini di pane con il baccalà mantecato

Davide invece adora i bovoeti e la milza, soprattutto quella preparata all’Osteria Ruga di Jaffa, a pochi passi da Campo Santa Maria Formosa. 

Sono posizionati in quel lungo bancone vetrinato di cui parlavo prima: un vero tripudio di colori e sapori. Non c’è che l’imbarazzo della scelta! 

Ora si parla di “finger food” … ma noi preferiamo chiamarli con il loro nome di sempre, Cicheti! 

Uova sode con olive e acciughe

OMBRA DE VIN: se ben ricordo (a furia di tutti questi aperitivi non so più cosa scrivo) la leggenda narra che in passato il vino venisse servito in piazza San Marco da venditori ambulanti. Questi erano soliti seguire l’ombra del Campanile affinché il vino rimanesse fresco. Da qui l’uso di chiamare il bicchiere di vino “ombra”. 

Potete quindi chiedere un’ombra o un’ombra de vin e vi verrà servito un piccolissimo calice di vino. 

Se prima vi ho citato l’espressione “andar per bacari”, potete sentire anche “andar per ombre”.

SPRITZ: ormai questa parola ha varcato i confini nazionali. 

E’ l’aperitivo che contraddistingue Venezia. 

Un’altra domanda che i miei ospiti mi rivolgono infatti è: “Dove posso bere un buon spritz”? 

Questo aperitivo pensate nasce nella zona del Triveneto nell’800, ai tempi della dominazione asburgica. Comandanti, gendarmi e soldati austro-ungarici erano poco abituati alle alte gradazioni alcoliche dei vini veneti, perciò per ammorbidire il loro sapore li allungavano con l’acqua, più precisamente “spruzzavano” acqua nei loro bicchieri. Il termine “spritz“, infatti, deriva dal termine tedesco “spritzen“, che vuol dire “spruzzare”.

È con l’arrivo del seltz, e quindi di un modo per gassare anche l’acqua, che ci si avvicina all’attuale miscela, che prevede, oltre ad una spruzzata di acqua gassata, vino bianco o prosecco ed un bitter alcolico a scelta. 

AperolCampariSelect o Cynar sono quelli più utilizzati e, proprio questi, conferiscono alla bevanda le inconfondibili sfumature arancio-rossastre, immancabilmente accompagnata da fetta d’arancia ed oliva verde. 

E mi raccomando: diffida di chi non ti propone l’oliva!!! (E un po’ di patatine, aggiungerei). 

Tutti i bar e i bacari preparano lo spritz. Lo puoi chiedere con del prosecco o con del vino bianco fermo.

Dopo una giornata trascorsa a passeggiare e a visitare la città, può essere piacevole sorseggiare un bicchiere di spritz alla Serra dei Giardini (uno dei miei luoghi preferiti in città) nei pressi di via Garibaldi o se vuoi concederti un piccolo lusso, senza strafare, puoi accomodarti al bar del caffè Florian in Piazza San Marco (il bancone del bar si trova tutto in fondo al locale). Ovviamente pagherai più che in un altro bar ma sarai in uno dei caffè più famosi e antichi al mondo! 

Consiglio: lo spritz è fresco e si beve facilmente soprattutto d’estate. E’ vero che a Venezia non si guida, ma non strafare e bevi in maniera responsabile! Già al secondo giro ti assicuro che gli effetti si fanno sentire.  

Detto questo: alla salute! 

Un bicchiere di prosecco alla Salvmeria

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“AQUA GRANDA”

L’espressione acqua alta o “aqua granda” in veneziano, si riferisce convenzionalmente alla marea che supera il valore di 80 cm sopra lo zero mareografico.

A questa quota le parti più basse della città di Venezia vengono sommerse dall’acqua di marea.


Fino alla quota di +80 cm un’alta marea à giudicata normale: solo lo 0,1% dei percorsi pubblici si allaga. Se l’acqua alta supera i 110cm si definisce “marea sostenuta”, oltre questa misura siamo in presenza di un’alta marea eccezionale. 


Il punto più basso della città è il nartece o vestibolo della Basilica di San Marco, che si trova a quota +63 cm. 


L’acqua alta a Venezia (alta marea) è un fenomeno che interessa la città solitamente nella stagione autunnale / invernale quando la marea astronomica, il vento di scirocco, il fenomeno della sessa in Adriatico – o tutti questi elementi insieme – determinano un maggior afflusso di acqua nella laguna di Venezia. 


L’acqua alta non viene portata in città da un fiume o da un torrente in piena: quindi non si tratta di un’alluvione ma di un fenomeno naturale di avvicendamento delle maree: arriva infatti dal mare. L’acqua, pertanto, invade la città salendo con lentezza dai canali. Questa fase dura, di norma, alcune ore. Una volta raggiunto il picco massimo (che dura comunque poche ore) l’acqua inizia a defluire fino a lasciare, come unica traccia, le strade bagnate come quando piove. 

In caso di acqua alta è importante seguire alcune regole comportamentali, ne riportiamo alcune suggerite dall’Associazione Veneziana Albergatori:

1) L’acqua alta non è pericolosa, è un fenomeno naturale che da sempre si verifica a Venezia periodicamente, soprattutto nella stagione autunnale-invernale. In questo periodo può succedere che solo in alcuni giorni si verifichi il fenomeno dell’acqua alta, spesso con un livello che interessa solo le parti più basse della città (Piazza San Marco). Una marea eccezionale (>= 140 cm) si presenta, statisticamente, 1 volta ogni 3 anni. 

2) Quando è prevista l’acqua alta è consigliato munirsi di stivali in gomma alti almeno fino al ginocchio. E’ fortemente sconsigliato camminare a piedi nudi o in ciabatte. I vaporetti continuano il servizio modificando, a volte, alcuni percorsi, ma garantendo comunque l’accesso a quasi tutta la città.

3) Il Comune di Venezia predispone passerelle nelle vie principali della città: in questo modo si può visitare la città senza problemi. Piccolo suggerimento personale: le passerelle vanno usate per passare da un punto all’altro; vi attirerete sicuramente le ira di un veneziano se sostate a lungo e in gruppo per scattare delle foto !!!

4) Sulle passerelle tenere sempre la destra ed evitare di fermarsi improvvisamente


5) Le sirene di avviso suoneranno per segnalare una marea superiore a 110 cm (sul livello medio del mare)

6) La marea viene annunciata in anticipo ed è possibile monitorare le informazioni presenti sul sito del Comune o l’App Hi!Tide Venezia o tramite sms inviati a quanti si iscrivono all’apposito servizio informativo del Centro Maree comunale

7) La marea non è costante durante la giornata, ma sale per 6 ore e poi scende per 6 ore; generalmente il picco di marea non dura più di un paio d’ore.